top of page

Difesa personale e Aikido. Quando il corpo impara a gestire la pressione

  • Immagine del redattore: Giuseppe Algozzini
    Giuseppe Algozzini
  • 24 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Nel Metodo Extra Performance Coaching, la difesa personale non è mai una questione di forza o di tecniche da ricordare.

È una questione di come reagisci quando qualcosa ti entra addosso, fisicamente o emotivamente.


Vista a livello degli occhi di un praticante di Aikido che esegue una tecnica di controllo su un avversario
Tecnica di controllo in Aikido durante un allenamento di difesa personale

L’Aikido viene utilizzato come ambiente di allenamento per una competenza chiave: restare presenti, stabili e funzionali mentre l’altro perde equilibrio.


Difendersi non significa combattere

Nella vita reale, le situazioni di rischio raramente assomigliano a un combattimento. Assomigliano molto di più a:

  • un’invasione improvvisa dello spazio

  • una presa, una spinta, un’accelerazione

  • un momento in cui il corpo reagisce prima della testa


L’Aikido lavora esattamente qui: nel punto in cui l’istinto vorrebbe irrigidirsi o scappare, ma

serve invece rimanere disponibili.


Gestione dell’energia: il principio centrale del Metodo

Uno dei pilastri del Metodo è la gestione dell’energia. In Aikido questo principio diventa fisico e immediato.

Quando qualcuno attacca:

  • opporsi frontalmente significa aumentare il caos

  • assorbire, deviare e guidare significa riprendere controllo


Non è filosofia. È una competenza allenabile.

Il corpo impara che:

  • la pressione non va respinta, va riorganizzata

  • la forza dell’altro può diventare informazione

  • l’equilibrio si recupera muovendosi, non bloccandosi


Movimento circolare: evitare il punto di rottura

Nel Metodo, la rigidità è sempre un segnale di perdita di opzioni.

L’Aikido utilizza movimenti circolari e continui proprio per questo:

  • evitare lo scontro diretto

  • mantenere il corpo “aperto”

  • non creare punti di rottura fisica o mentale

Questo tipo di movimento allena una risposta utile anche fuori dal tatami: quando qualcosa accelera, tu non acceleri contro. Ti sposti.


Controllo senza distruzione

Nel Metodo Extra Performance Coaching, il controllo non è dominio. È capacità di interrompere una dinamica prima che degeneri.

Le leve e le immobilizzazioni dell’Aikido non servono a fare male, servono a:

  • togliere direzione

  • togliere intenzione

  • creare una via di uscita sicura

È una forma di forza pulita, funzionale, sostenibile.


Le tecniche non sono il fine

Ikkyo, Nikyo, Irimi Nage, Kaiten Nage non sono “mosse”. Sono contesti di apprendimento.

Servono a sviluppare:

  • timing

  • percezione

  • centratura

  • capacità di decidere sotto pressione


Nel Metodo, questo è il vero obiettivo: allenare il processo, non la coreografia.


Trasferibilità nella vita reale

Un allenamento è utile solo se produce effetti fuori dall’allenamento.

Chi lavora con questo approccio sviluppa:

  • maggiore stabilità emotiva sotto stress

  • reazioni meno impulsive

  • maggiore fiducia funzionale nel proprio corpo

  • capacità di recuperare equilibrio rapidamente


La difesa personale diventa così una competenza trasversale,non una specializzazione marziale.


A chi è adatto questo approccio

Questo lavoro non è per chi cerca lo scontro. È per chi vuole:

  • restare lucido quando la situazione cambia

  • usare il corpo come strumento di orientamento

  • sviluppare controllo senza irrigidirsi


Nel Metodo Extra Performance Coaching, l’Aikido è uno degli strumenti che rendono tutto questo allenabile, misurabile, trasferibile.




Commenti


bottom of page