Realtà virtuale e Metodo Extra Performance Coaching. Quando l’allenamento diventa esperienza reale
- Giuseppe Algozzini

- 24 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Nel Metodo Extra Performance Coaching, la realtà virtuale non è intrattenimento, né “innovazione fine a sé stessa”. È un ambiente di allenamento intenzionale, progettato per lavorare su attenzione, risposta allo stress, adattamento e controllo.
La domanda non è “quanto è realistica la VR”, ma “cosa succede al corpo e alla mente quando l’esperienza diventa immersiva”.
Ed è qui che la VR diventa uno strumento potente.
La VR come acceleratore di esperienza
Nella vita reale, molte competenze fondamentali si allenano lentamente perché:
l’esperienza è diluita
lo stimolo è intermittente
l’attenzione è frammentata
La realtà virtuale concentra tutto:
presenza
stimolo
contesto
reazione
In pochi minuti, il sistema nervoso viene esposto a una quantità di informazione paragonabile a situazioni reali ad alta intensità. Questo rende la VR un acceleratore di apprendimento, se usata con criterio.
Il punto chiave: il corpo ci crede
Uno dei principi del Metodo è semplice: il corpo non ragiona in astratto, reagisce a ciò che percepisce come reale.
In VR:
la vista è immersa
l’udito è direzionale
il movimento ha conseguenze immediate
Il risultato è che il corpo entra in uno stato di coinvolgimento autentico. Non “finge”. Risponde.
Questo permette di lavorare su:
gestione dell’attivazione
controllo del respiro
coordinazione sotto carico
decisione in tempo reale
Allenare la presenza, non solo il gesto
Nel Metodo Extra Performance Coaching, la performance non è mai solo fisica. È presenza sotto pressione.
La VR è ideale per allenarla perché:
elimina distrazioni esterne
costringe a stare nel “qui e ora”
rende evidente ogni calo di attenzione
Se perdi focus, l’esperienza te lo restituisce subito. Se ti irrigidisci, lo senti. Se vai in overdrive, perdi precisione.
È un feedback diretto, impossibile da ignorare.
Stress controllato, non caos
Un errore comune è pensare che allenare sotto stress significhi “spingere al massimo”.
Nel Metodo, lo stress è dosato, progressivo, intenzionale.
La realtà virtuale permette di:
modulare l’intensità
ripetere lo scenario
osservare la risposta
intervenire sul processo, non sul risultato
Questo è fondamentale per sviluppare:
resilienza
adattabilità
capacità di recupero rapido
VR e movimento: integrazione, non sostituzione
Nel Metodo, la VR non sostituisce il lavoro fisico reale. Lo integra.
Il corpo si muove davvero:
cambia postura
reagisce
si coordina
si affatica
La differenza è che lo fa in un contesto che:
aumenta l’ingaggio
riduce la noia
amplifica l’intenzionalità del gesto
Ogni movimento ha un senso immediato. Questo migliora la qualità dell’esecuzione.
Dalla VR alla vita reale
Il valore di un allenamento si misura sempre fuori dall’allenamento.
Chi lavora con la VR all’interno del Metodo sviluppa:
maggiore capacità di concentrazione
migliore gestione dell’ansia da prestazione
più sicurezza nei movimenti
maggiore confidenza nel proprio corpo
Non perché “gioca”, ma perché si allena in un ambiente che richiede presenza reale.
A chi è adatto questo approccio
L’uso della realtà virtuale nel Metodo Extra Performance Coaching è pensato per chi:
vuole allenare corpo e mente insieme
cerca stimoli evoluti, non ripetitivi
ha bisogno di allenare attenzione e risposta allo stress
vuole portare l’allenamento nella vita quotidiana
Non serve essere tecnologici. Serve essere disponibili a mettersi dentro l’esperienza.
Il mio messaggio finale
La realtà virtuale, se usata senza metodo, è solo tecnologia. Se inserita in un processo chiaro, diventa un ambiente di trasformazione.
Nel Metodo Extra Performance Coaching, la VR è uno strumento per:
rendere visibile ciò che normalmente è invisibile
allenare la presenza in modo concreto
creare continuità tra allenamento e vita reale.
Non alleni un avatar. Alleni come reagisci quando la realtà ti chiede qualcosa.

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